
ECA CUP 2010 - Finals ECA CUP 2010-VII Bologna Internationa Tournament
Dopo i mondiali di calcio soffiati da sotto il naso alla Francia di Zizù Zidan e dopo il fantastico risultato del nostro Cippo che ha soffiato il primo posto ai francesi, nonostante il loro tentativo di ricorso, abbiamo deciso di rischiare e dirigerci in Francia per una lieta vacanza oltralpe all’insegna di discese in canoa ed arrampicate in falesia.
Simone, Cristiano e Palmino, altro che armata Brancaleone: fiat punto a metano (praticamente priva di baule) stracolma di roba tra cui una bombola del gas che non stava da nessuna parte, un fornello più da cucina che da campeggio, un bombolone di attrezzatura canoistica (di Palmino) costantemente in mezzo alle palle, una ruota di scorta in valigia, nonché un odore di bestia canoistica e non solo che di giorno in giorno prendeva possesso dell’autovettura a discapito del povero Simone che perdeva il controllo su dove fosse la sua punto con sopra Palmino e Cri in coda ad Allo e Sticca.

il viaggio di andata si consuma regolarmente in circa 6 ore con un intoppo al metanaro di Asti, che anziché installare il distributore di gas ha piazzato una vecchia attaccabottoni che non ci faceva più ripartire. Pazienza, andremo a benzina.
Briancon non è male, tre giri di rotonda per comprendere qual’è l’uscita giusta e poi via verso il solito campeggio dove ci attendeva un accampamento di nomadi Bolognesi.
Contribuiamo all’allestimento dell’accampamento in cui di giorno in giorno si aggiungono tende, teloni, nylon, amache e tavolini degni dei migliori trattati di espansione urbana e costituzione delle civitas romane.
Nel nostro piccolo villaggio si parlava di canoa e di arrampicata, ma anche di cordini (in cui ci si inciampava regolarmente) di spesa da fare, di birra, di vino, di spaccio della Teva e di quanto i “connetti” francesi rompessere le palle in campeggio. Ma eravamo così “cagacazzo” anche noi a 12 anni??

Venerdì 11
Arrivo al campeggio e primo contributo di espansione della villa tenda del Sig. Sticca.
Cena e prime info sui fiumi e sulle falesie locali. Simone decide di fare un corso di arrampicata con Sticca.

Sabato 12
Si parte con una Giusane tranquilla tranquilla, un tratto molto bello, ma un fiume tanto secco che ha permesso al gruppo di affrontare pure un passaggio dichiarato impraticabile. Fiume veloce, quasi un flipper, con passaggi obbligati tra i sassi ed una rapidona di 4 Km con un’acqua velocissima che ci ha fatti arrivare in fondo con il fiatone.
Rientro in campeggio e resoconto: Giusane: bello, veloce, troppi sassi, tanto rischio di cravatte.
Si parla già del domani, andiamo a letto che è meglio.

Domenica 13
Simone inizia il corso in parete, in canoa si partirà nel pomeriggio, quando lui e Sticca saranno tornati dalla falesia. Cri e Palmino si disperano alla notizia di poter dormire un po’ di più!
Si organizza un plotone dei non arrampicatori che si dirigono al supermercato per organizzare una cenetta coi fiocchi: spendiamo più di 100 euro solo in carnazza da cuocere alla griglia, con delle costate di vitello da 1,2 Kg l’una.
Spuntino e via, verso le gole dell’angelo guardiano sulla Guille.
Anche qui l’acqua non abbonda, come invece abbonda la possibilità di fare cravatte. La guida dei fiumi cita "...occorre che il vostro angelo custode sia in forma..." il che non ci mette proprio di buon umore, comunque andiamo a fare un giro, con sosta al negozietto di maglioni in pile.
Allo, Sticca, Francesco, Simone, Cristiano e Palmino si imbarcano, mentre gli altri fanno un giro lì intorno e provano un’arrampicata a picco sull’imbocco edlle gole.
Simone accusa quasi subito la stanchezza del corso di arrampicata mattutino, Palmino inizia con un aggancio che gli incastra la pagaia verticalmente tra due sassi e lo costringe a scendere per riprenderla (bagnazzo in 25 cm d’acqua). L’inizio non è dei migliori, il continuo non si rivelerà poi tanto meglio.
Fiume bello, piuttosto impegnativo, con passaggi obbligati ed acqua veloce.
Più volte abbiamo fatto sicura ed a volte abbiamo trasbordato (Allo e Sticca non hanno mai trasbordato).
L’acqua corre veloce, i sassi a pelo d’acqua sono tanti, come tanti sono gli episodi di cravatte più o meno risolti.
Alla fine delle gole scopriamo che i nostri angeli sono stati bravi: ne usciamo tutti, senza nessun livido, ma con un po’ di stanchezza addosso. (Simone è davvero alla frutta)
Ogni rapida era scandita dalla frase ricorrente "oh, voglio mangiare la fiorentina stasera" di solito accompagnata da un trasbordo o da una cicken.
Al rientro in campeggio troviamo una ricorrente sorpresa: è arrivato anche Michele di Udine, con le sue solite specialità etiliche e due canoe caricate sul tetto della sua 500. Stavolta però pianta la tenda e non dorme in auto.
Succulenta cena a base di carnazza alla griglia che richiama in campeggio anche Maurino e fidanzata che erano in zona di passaggio che si tratterranno con noi fino al mattino.
Il gazebo di Monsieur Sticca si trasforma in un ristorante dall’alta affluenza di persone che causa ulteriori espansioni architettoniche al nostro villaggio, con aggiunta di ulteriori teloni e relativi cordini in cui imbalzarsi.
A causa dell’alcool portato da Michele, della cassa di birra e del vinazzo evaporati in serata ho un vuoto fino al mattino seguente.

Lunedì 14
Si ritenta la fortuna e si torna in Guille, stavolta facciamo il tratto basso, con imbarco in corrispondenza della galleria, sotto le gole di ieri.
Francesco e Francesca ci abbandonano per rientrare in patria, sostituiti dal neo arrivato Michele.
Il tratto è mediamente più facile delle gole, ma i sassi da cravatta sono sempre in agguato.
Qualcuno affronta il passaggino iniziale, con un Palmino sommergibile riconoscibile solo dalla pagaia che rimane affiorante dall’acqua ed un Cristiano temerario con sguardo serio ed impegnato, immortalati da un canoista a riva e rivisti a cena, Allo tranquillo e perfetto come al solito.
Un bel tratto continuo senza particolari difficoltà, ma senza particolari morte in cui fermarsi, per cui è quasi una tirata unica.
L’ultimo passaggio è un po’ più impegnativo e manda a mollo sia Palmino che la Serena.
Rientro in campeggio con consueta decisione sul da farsi del giorno dopo.

Martedì 15 (ferragosto)
Giornata di generale polleggio, iniziata con una visita in falesia per verificare come procede l’allievo aggrappato ai sassi e per far provare a Palmino l’ebbrezza dell’arrampicata sportiva (e della relativa discesa appesi ad un filo).
Pranzo, polleggio generale.
Alla fine Allo, Cristiano e Palmino si allungano in Rabioux per fare un giro, accompagnati dalla Francesca. Prima dell’onda facciamo un salto al negozio Teva, per vedere cosa c’è rimasto di bello. Appena giunti in vista dell’onda (ore 18 cica) comincia a piovere. Continua a piovere. Piove sempre più forte, cazzo!
Prima di entrare in onda osserviamo i bimbetti che fanno i giochi a nuoto, facendosi sputare da’onda, entrando in canoa per fare i giochi, eskimi e bagni.
Minchia, non so se entrare, aspettiamo che se ne vadano, se no facciamo una figuraccia di merda.
Quasi subito se ne vanno, così cominciamo a cambiarci per entrare a giocare, visto che il fiume rimane deserto.
Due o tre giochini veloci poi arrivano un canoista ed una bella canoista che ci fanno vedere cosa si deve fare dentro l’onda. A testa bassa ce ne andiamo, dopo aver visto una ragazzina che tira 9 o 10 eskimi dentro l’onda come se niente fosse, senza lasciarsi sputare, anzi, continuando a giocare.
Rientro in campeggio, sotto la pioggia.
Piove tutta notte, che palle!

Mercoledì 16
Piove ancora. Allo sfodera un "ma cosa vuoi che il livello si sia alzato pre queste due gocce?" quando la Durance si è alzata almeno di 50-80 cm!
Piove e salta il corso di arrampicata di Simone, per cui ci lanciamo in un viaggio piuttosto lungo per portarci a fare il fantomatico fiume nero, l’Ubaye.
Giunti sul fiume ci fermiamo a guardare il tratto ingolato che pare imballato d’acqua a causa delle 18 ore di pioggia continua. Allo e Sticca sono perplessi, per cui andiamo a vederlo dall’imbarco, per decidere se fare il tratto sopra.
Una guida locale ci conferma che c’è dell’acqua e che il tratto sotto è un bel 5° - 6°, per cui decidiamo di fare il tratto di sopra, sbarcando lì che è dato come un 3° - 4°.
L’acqua è davvero incredibile: nera opaca con effetti marmorei ed una densità tale da far sparire tutto ciò che i si immerge, pagaie e canoe comprese.
Il paesaggio è fina da subito molto bello, con un tratto in gola verso la fine di rara bellezza; il fiume è costante ed impegnativo, tranquillamente apribile a vista (hanno aperto Cri e Simone), con alcuni passaggi un po’ impegnativi, ma davvero gratificante.
Fastidiosi gli schizzi negli occhi, perchè carichi di detriti che alla lunga rompono i coglioni (e graffiano le lenti a contatto).
Alla fine ci si abitua anche all’acqua, che col suo effetto metallizzato ci sembra quasi bella, sicuramente originale.
Da annoverare il rischio di perdita di pagaia di Simone a seguito di un bagnetto: l’acqua è talmente opaca che nonostante la pala fosse gialla abbiamo patito momenti di terrore prima di ritrovarla tranquillamente galleggiante in acqua davanti a noi.

Giovedì 17 Arrampicata mattutina collettiva in falesia, pranzo in primo pomeriggio e gita di pochi avventurieri (Allo, Sticca, Cristiano e Palmino) per fare la Gyr, veloce e gelido fiume di ghiacciaio, con acqua abbastanza veloce e due rapide impegnative ispezionabili. Veloce l’acqua e veloce la discesa, con tanto di video girato da Maria a riva della seconda rapida. Veloce, continuo, gelido e piuttosto impegnativo, non so di che grado sia, ma credo che possa essere un 4°. L’ida iniziale era quella di fare la Gyr, trasbordane circa 6Km, per poi reimbarcarci in Gyr, arrivare alla confluenza con la Onde, proseguire per la Gyronde (che fantasia sti francesi), poi sulla durance, con sbarco in campeggio. Ma non c’era tanta acqua, per cui ci accontentiamo del tratto più impegnativo della Gyr eci allunghiamo a vedere la Onde altissima (praticamente in ghiacciaio) che Allo e Sticca vorrebbero fare domani. Intanto continua a piovere. Si propone di andar fuori a cena, proposta accettata da quasi tutti, per una cenetta nella taverna dei templari di Briancon. Bel posto, ma piuttosto caro.
Venerdì 18 Si comincia già di prima mattina a smontare la roba, cercando di mettere ad asciugare tutto quel che si può, con l’intento di partire dopo pranzo con la roba quasi tutta asciutta. Simone minaccia di partire alle 14 in punto, chi c’è c’è perchè dalle 20 è reperibile. Alla fine lo plagiamo e si parte comunque alle 14:15 in direzione Italia. Il viaggio scorre indisturbato, senza traffico fino al club, dove arriviamo puntualmente verso le 20. Una bella vacanza, ma tutti abbiamo nostalgia del nostro letto e del nostro cesso.
Palmino



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